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Corte costituzionale da l’ok ai costi minimi

Dopo la decisione della Corte Costituzionale che stabilisce la legittimità dei costi minimi, Confartigianato Trasporti ne chiede un’applicazione concreta.

Dopo la teoria, arriva la pratica. La sentenza numero 47 del 2 marzo 2018

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 che afferma la legittimità costituzionale dei costi minimi spinge l’autotrasporto a chiederne il ripristino, dopo un lungo “congelamento”. La prima associazione che lo rivendica è Confartigianato Trasporti in una nota diffusa il 6 marzo 2018, con cui il presidente Amedeo Genedani chiede l’immediata ripubblicazione sul sito web del ministero dei Trasporti dei costi minimi (finora, infatti, il ministero pubblica solo l’aggiornamento relativo al prezzo del gasolio). “Le considerazioni in diritto della Corte Costituzionale illustrate nella sentenza sono chiare e inequivocabili”, afferma Genedani, quindi “non ci sono ormai più alibi per negare al settore dell’autotrasporto l’applicazione concreta e reale dei costi minimi d’esercizio dell’attività”.
Genedani conclude dichiarando che “alla luce di questa importantissima sentenza il mondo dell’autotrasporto deve avanzare immediatamente ed in maniera unitaria l’operatività completa dell’articolo 83 bis del DL n. 122 del 2008 e chiedere che venga integrato con un sistema sanzionatorio capace di fare rispettare non solo l’applicazione dei costi minimi ma anche e soprattutto il rispetto dei tempi di pagamento”.

Inoltre sembra molto strano che molti dei siti web sia di associazioni di categoria, sia che trattano il tema dell’autotrasporto, non riportano la notizia, chissà perché?

fonte trasportoeuropa

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