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Vuoi fare l’autista? In Europa ne mancano 140.000

La situazione italiana degli autisti non è sicuramente migliore di quella degli altri stati europei.

Trasportintelligence ha stilato una classifica degli autisti mancanti nei vari paesi dell’Unione Europea, e negli anni siamo passati dalla sovrabbondanza all’insufficienza.

Le motivazioni sono molte e nessuno ha affrontato il problema prima passiamo ad analizzarle:

  1. Il costo aziendale per ogni conducente è troppo elevato in Italia ad esempio un dipendente assunto al 3° livello super costa all’azienda circa 50.000€ all’anno contro i 20-24.000 della Romania ad esempio;
  2. Il costo per prendere tutte le abilitazioni necessarie è troppo elevato siamo ad oltre 5.000€ (patente, CQC, CFP-ADR);
  3. Il lavoro che viene svolto è molto faticoso e le attenzioni sono sempre maggiori, oltre alal responsabilità:
  4. I pensionamenti sono molto più elevati rispetto alle nuove leve che vogliono svolgere questo mestiere;
  5. Gli autisti comunitari, la fonte maggiore era la Romania, Bulgaria, Polonia… preferiscono lavorare nei loro paesi a parità di reddito netto annuale.

La situazione negli stati non è che sia migliore;

  1. Germania ne mancano all’appello circa 45.000 (oggi) ma almeno il doppio nei prossimi anni;
  2. Gran Bretagna 52.000 autisti in meno;
  3. Italia siamo a circa 15.000 che potrebbero essere assunti domani mattina, ma non ci sono;
  4. Persino la Scandinavia, con a capo la Svezia 5.000 unità, Norvegia 3.000 e la Danimarca con 2.500 autisti.

L´insufficienza di autisti ha tra le cause principali la legislazione svantaggiosa (divieto di riposo in cabina, controlli serrati, parcheggi scarsi e poco serviti…) e gli stipendi troppo bassi.
Anche il numero delle nuove patenti di guida per camion è in netta diminuzione.

Un autista tedesco su 4 supera i 55 anni di età. Al contrario, il settore dei trasporti ha formato negli ultimi anni solo circa 10mila nuovi autisti.

Ma il problema non è solo in Germania, bensì in tutta Europa. Anche nei paesi dell´est è emersa da tempo la scarsità di autisti, i quali, attratti dai maggiori guadagni nei paesi occidentali, vengono via via sostituiti con camionisti ucraini. Ciò significa che la linea di confine nel settore dei trasporti si sposta ogni dieci anni sempre più a est. E nel territorio europeo le lunghe distanze vengono percorse quasi senza eccezioni dagli autisti dell´est. Ai trasportatori e vettori occidentali rimane fondamentalmente la gestione dei trasporti complessi, che richiedono una maggiore competenza tecnica e organizzativa.
L´aumento dei costi del lavoro implica un sensibile e progressivo aumento dei costi di spedizioni e trasporti.

Il problema non è solo economico ma anche politico, nella misura in cui si rende necessario creare condizioni migliori per gli autisti (come parcheggi meglio serviti, ecc), al fine di rendere nuovamente attrattivo questo lavoro per i giovani.
Non è al momento pensabile un futuro senza autisti, in quanto i camion senza guidatore saranno una sperimentazione concreta e massiva non prima di 30 anni.

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