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La riattivazione della storica frana di Petacciato tra Abruzzo e Molise ha colpito in pieno la dorsale adriatica, causando problemi rilevanti per l’autotrasporto.

Chiusura delle principali arterie:

Autostrada A14 chiusa in via precauzionale nel tratto tra Vasto sud (Chieti) e Termoli (Campobasso), in entrambe le direzioni, con deviazioni verso l’entroterra.

Statale 16 Adriatica interrotta per il crollo del ponte sul Trigno a Montenero di Bisaccia, con conseguente blocco del passaggio diretto tra Abruzzo e Molise.

Impatto sul traffico pesante

I mezzi pesanti non trovano viabilità alternativa diretta lungo la costa e sono costretti a percorsi secondari più lunghi, con maggior consumo di carburante, ritardi nelle consegne e aumento dei costi di trasporto.

La Protezione Civile valuta addirittura l’ipotesi di trasferire i camion via mare (rotte navali) per aggirare il blocco, ma la soluzione è complessa per limiti di pescaggio e capacità dei porti turistici.

Difficoltà logistiche e tempi di ripristino

La viabilità che collega Abruzzo e Molise è “completamente compromessa”: anche percorsi alternativi sull’entroterra non sono dimensionati per sostenere il flusso ordinario di autotrasporto.

I tecnici parlano di tempi lunghi per il ripristino strutturale dell’A14 e della tratta ferroviaria, con incertezza sulle tempistiche di riapertura, aggravando il disagio per le aziende di trasporto e le filiere produttive.

In sostanza, l’autotrasporto tra Abruzzo e Molise deve oggi contare su code, deviazioni lunghe, costi operativi maggiorati e l’incertezza sul ripristino in tempi brevi delle condizioni standard di viabilità.

Quali costi aggiuntivi per gli autotrasportatori, già fortemente provati dai costi carburante e tanti altri, sui percorsi alternativi tra Abruzzo e Molise riguardano soprattutto carburante, tempo/macchina, usura e logistiche complesse, con un aggravio stimabile in diverse migliaia di euro per singola flotta durante il periodo di disagio.

1. Maggiore consumo di carburante

I percorsi alternativi (SS650 + SS85 + A1‑A30‑A16) allungano mediamente il viaggio di 80–150 km a tratta rispetto all’A14 diretta, con un incremento di consumo di gasolio stimabile tra il 15% e il 25% per singola missione.

Con un consumo medio di circa 30–36 litri/100 km per un camion, ogni 100 km aggiuntivi si aggiungono circa 30–36 litri; a 1,60–1,80 €/l, l’aggravio può superare 50–70 € per viaggio verso sud/nord.

2. Costi di tempo e macchina

Le deviazioni interne (SS650, SS85) sono più tortuose e con velocità legali più basse, aumentando il tempo di viaggio di 1–2 ore per tratta, con maggiori costi di autista, ammortamento e minore numero di viaggi giornalieri.

Per una flotta media (es. 10 camion), il maggior tempo‑macchina può tradursi in costi aggiuntivi mensili nell’ordine di migliaia di euro, simili a quanto osservato in altri casi di deviazioni prolungate su A14.

3. Usura e logistica complessa

Strade secondarie meno dimensionate per il traffico pesante aumentano l’usura di pneumatici, freni e telaio, con manutenzione più frequente e costi di riparazione maggiorati.

La necessità di riorganizzare turni, pianificare percorsi più lunghi e gestire ritardi nelle consegne provoca costi amministrativi e opportunità (es. penali per ritardi, perdita di slot di carico/scarico).

In sintesi, ogni singolo camion può subire un aggravio di alcune decine di euro per viaggio (carburante + tempo), che si cumulano rapidamente in migliaia di euro mensili per una piccola/medio impresa di autotrasporto impegnata su queste direttrici.

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SCOPERTA FRODE FISCALE: UNA RIFLESSIONE SUI BENEFICIARI. L’ULTIMA? NO UNA DELLE TANTE.
Leggiamo la notizia ed esprimiamo, se vera, il nostro pensiero.
Pare che la Guardia di Finanza abbia scoperto a Vicenza una frode fiscale e contributiva commessa da un’impresa di autotrasporto, unitamente ad altri reati di natura tributaria. Sembra che l’evasione sia stata di oltre 11/12 milioni di euro. Purtroppo non è, e non sarà, l’ultimo caso di macerie materiali e morali a cui assistiamo nell’autotrasporto, ma il nostro compito è sempre quello di capire gli effetti di questi fenomeni, la loro genesi, gli autori e soprattutto i beneficiari, diretti o indiretti, oltre ovviamente ai danneggiati.
È evidente che tra i danneggiati, oltre all’erario, ci sono le imprese di autotrasporto, almeno quelle che provano a resistere nella regolarità in un mercato sempre più difficile. Infatti per ammissione della stessa Guardia di Finanza “l’impresa ha potuto offrire tariffe di trasporto più basse di mercato, acquisendo importanti appalti anche da multinazionali”. E qui veniamo al punto dei beneficiari: è possibile che chi commissiona i trasporti a queste imprese non gli viene recapitata una notifica di complicità ? La corresponsabilità da soggettiva deve trasformarsi in oggettiva ? Con tutti gli strumenti normativi (scritti male ed inefficaci, ma esistenti) e soprattutto con quelli informatici e telematici non si riesce ad impedire il fatto che un’impresa di autotrasporto per sopravvivere in questa giungla deve inventarsi i draghi?
Noi attapirati!

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PROROGA RIDUZIONE ALLA FONTE DELLE ACCISEÈ stata ulteriormente prorogata, fino al 20 settembre 2022, la riduzione alla fonte di 25 centesimi al litro di accise per l’acquisto di benzina, gasolio e GPL, nonché l’azzeramento dell’accisa e la riduzione delle aliquote IVA dal 22 al 5 per cento sul GPL usato come carburante (in precedenza la misura era stata prevista fino al 21 agosto dal DM MEF-MITE 19.7.2022).Così come avvenuto con i provvedimenti precedenti, il decreto proroga fino al medesimo termine del 20 settembre la sospensione dell’aliquota dell’accisa sul gasolio professionale; pertanto continuerà a non essere consentito fino a quella data l’ordinario recupero delle accise sotto forma di credito d’imposta per i veicoli per trasporto di merci di peso superiore a 7,5 tonnellate e di categoria ecologica Euro 5 e superiori.Ormai le imprese di autotrasporto si trovano nella tragica circostanza finanziaria di non poter recuperare le accise (21,4 cent/litro) per oltre 6 mesi, superando abbondantemente il beneficio del credito d’imposta del 28% che peraltro sarà disponibile verso la fine di settembre.Il paradosso è che da un lato i committenti stanno già chiedendo, facendo riferimento al credito di imposta del 28 %, riduzioni tariffarie (anche se in realtà le Imprese di Autotrasporto devono ancora presentare domanda e la compensazione chissà quando sarà realmente fruibile !Dall’altro la verità nuda e cruda che dal Settembre 22 l’Autotrasporto, salvo la reintroduzione del rimborso accise trimestrale, pagherà il gasolio a prezzo pieno !!Non ci sono parole.Politiciiiii occhio che settembre è vicino.Dal palazzo è tutto, a voi regia!https://m.cronachepicene.it/…/caro-carburanti…/357695/

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PARTO DEL DECRETO DIRETTORIALE relativo alla distribuzione del fondo dei 470 milioni di euro.

Anticipiamo che l’Agenzia delle Dogane ha inviato una convocazione, per il prossimo 4 agosto, per chiedere contributi e proposte operativi. Questa convocazione se da un lato indica richiesta di pareri, proposte e contributi, dall’altro, secondo me, potrebbe significare che anche loro sono in alto mare e le soluzioni di la da venire. Le nostre segreteria sono a disposizione per “assistere” coloro che ne faranno richiesta. Il testo del Decreto direttoriale è a disposizione qui sotto.

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SAUNA FINLANDESE? NO CABINA DEL CAMION!!!
IN CABINA FA CALDO? SPEGNETE I MOTORI O SARETE MULTATI PESANTEMENTE. NON SIAMO SU SCHERZI A PARTE, MA NELLA REALTA’!
Non so se la logica spesso sia logica o solo un mezzo per prevedere, in eccezionalità, della stupidaggini che arrecano danni alla utenza.
Camionisti, a quasi cinquanta gradi in cabina, multati perché fermi in sosta con aria condizio0nata accesa. Vivere la cabina di un camion non è sport e neppure un resort con spa compresa nel prezzo, ma necessità di agevolare la vita del camionista che permette di approvvigionare la collettività di ogni bene.
E’ accaduto ed accade che i mezzi di controllo sulle strade (piazzali di sosta attrezzate sempre meno presenti) multino coloro che, onde evitare di sciogliersi al caldo eccezionale, cercano refrigerio con l’unico mezzo che hanno, aria fresca in cabina.
Sopravvivere in cabina a 50 gradi compromette anche un riposo, per altro obbligato dopo le ore di guida, e soprattutto mina la sicurezza sulle strade per stress.
Mi consta che nell’edilizia, quando la temperatura supera i 35 gradi, ci si mette al riparo tornando a casa.
Sarebbe opportuno, in presenza di una norma non al passo delle eccezionalità, che si considerino dei fattori particolari come il “caldissimo” attuale. Questa è logica non l’applicazione tout court della legge.
A tutto questo si aggiungono anche i tempi per carico o scarico non remunerati, pertanto, con una logica “fai da te” un autista prova a sopravvivere al rischio dello scioglimento del corpo. Allora cari colleghi spegnete il motore, andate in albergo ed attendete, al fresco, che qualcuno vada a scaricarsi i camion.
Un appello: voi che studiate per produrre norme, volete applicare anche il principio del buon senso ogni tanto?
Una certezza: PRIMA TRAS si mette a disposizione per predisporre e depositare gratuitamente i ricorsi alle multe.

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TRA INCERTEZZE, TRANSUMANZE E SOTTILI SPERANZE!!!Accordi di governo non mantenuti, sospensione dal 20 marzo scorso del recupero di accise, mancanza di sostegni statali svaniti seppur garantiti, poi ripresentati con il click day, creano buchi economici che rischiano di mettere in ginocchio la categoria degli autotrasportatori. Ma gli associati di Prima Tras non si arrendono e, dopo aver proclamato e rinviato responsabilmente lo sciopero nazionale, affrontano la crisi di governo cercando soluzioni propositive mediante confronti già iniziati con le “forze politiche” di buona volontà. Occhio perchè Settembre ed ottobre arrivano presto……….Una raccomandazione: capisco che il periodo è più meno simile, ma la “transumanza” fatela fare a chi è capace e deve farla e soprattutto non illudetevi, perchè non alzeremo “bandiera bianca” e se sarà necessario saremo di nuovo in trincea indipendentemente dal colore del Governo al momento!!!

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UNILAVORO PMI. IL PROSSIMO 12 OTTOBRE APPUNTAMENTO CON IL CONGRESSO

NAZIONALE.

A DISTANZA DI UN ANNO L’ASSOCIAZIONE TORNA AL FRENTANI CONGRESS

(ROMA) PER FARE UN PUNTO SUL LAVORO SVOLTO E QUELLO DEI MESI CHE

VERRANNO

12 ottobre 2022: è questa la data fissata da Unilavoro PMI per il Congresso

Nazionale, il secondo appuntamento dopo quello di un anno fa.

Come allora, anche quest’anno sarà il Frentani Centro Congressi di Roma (in via dei

Frentani 4, a pochi passi dalla stazione Termini) ad ospitare l’evento. Nonostante

manchino ancora più di due mesi all’appuntamento, le richieste di partecipazione

hanno già superato le aspettative, cosa che riempie di orgoglio l’associazione e

testimonia la fiducia che quest’ultima è riuscita a conquistarsi tra i propri associati.

Con oltre 140 sedi operative da nord a sud della penisola CHE POSSONO ESSERE VERIFICABILI e innumerevoli aziende

aggregate di vari settori, Unilavoro PMI è oggi una realtà consolidata su tutto il

territorio nazionale capace di supportare lo sviluppo delle piccole e medie imprese

italiane, e assisterle tempestivamente in tutte le esigenze e problematiche della vita

lavorativa quotidiana.

Il 12 ottobre sarà l’occasione per fare un bilancio dell’attività svolta finora

dall’associazione e per discutere, tutti insieme, dei nuovi progetti all’orizzonte.

Durante la giornata sono inoltre previsti vari momenti di discussione sulle tematiche

e le problematiche di attualità, tra cui quelle del trasporto, uno dei settori più

duramente colpiti in questo periodo. A farsi portavoce delle migliaia di aziende del

comparto, che ormai da diverso tempo gridano aiuto, ci sarà Unilavoro PMIA

Autotrasporto, nata dall’unione tra Unilavoro PMI e PMIA – Piccole e Medie Imprese

Autotrasporto (ufficializzata dall’accordo siglato tra le parti). Come l’anno scorso anche in occasione del secondo appuntamento al

Congresso Nazionale è prevista la partecipazione di molti rappresentanti del mondo

della politica con i quali è indispensabile dialogare per arrivare a delle soluzioni

efficaci per risolvere le problematiche che caratterizzano tutt’oggi il mondo del

lavoro.

Oltre a Unilavoro PMIA autotrasporto, saranno presenti anche le altre associazioni che in questi

anni hanno istituito un rapporto di collaborazione con Unilavoro PMI tra cui quelle

del settore nautico, dei lavoratori domestici, la neonata Unilavoro PMI Artigianato

Sardegna e tutte le altre, per un totale di oltre 250 sedi.

I posti disponibili al momento sono circa 500 (le prenotazioni sono già a buon punto), per cui chi è interessato deve opzionare la presenza nel più breve tempo possibile.

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Anticipo la locandina del Congresso Nazionale UNILAVORO pmi, che si terrà il prossimo 12 ottobre a Roma al Centro Congressi Frentani e che, viste le premesse, avrà il tutto esaurito.Fervono quindi i preparativi per l’organizzazione dell’evento e sarà importante partecipare poiché, come di consueto, saranno presenti anche rappresentanti del Governo e della politica nazionale. Noi saremo parte attiva, avendo a disposizione di un ampio spazio, come PMIA autotrasporto UNILAVORO ed anche come PRIMA TRAS, la casa comune dell’autotrasporto. In seguito, i particolari del Congresso e le modalità di prenotazione per la partecipazione.