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Forlì, cooperative fantasma – Evasione di 13,5 milioni di €

Un’indagine della Guardia di Finanza ha scoperto due cooperative che operavano nel trasporto stradale sulla carta, ma il cui vero scopo era attuare frodi fiscali tramite false fatture. Denunciate quattro persone per reati fiscali.

Una nuova organizzazione “cartaria” operante nella logistica è emersa da una lunga indagine della Guardia di Finanza di Forlì. La frode operava secondo meccanismi ormai noti. Le cooperative avevano sede presso uno studio di commercialista di Carapelle, in provincia di Foggia, e avevano sedi operative e unità locali nell’area di Forlì e Forlimpopoli.

Queste strutture probabilmente avevano anche sede presso indirizzi sconosciuti, aperta campagna, dove magari risultava una pianta da frutto o un palo che regge una vigna, in teoria, non esistevano perché o non sono mai state dichiarate o erano dichiarate non operative. In questo modo, nessuno poteva determinare con chiarezza dove le coop esercitassero l’attività. I finanziari ci sono arrivati attraverso un lavoro d’investigazione avvenuto tramite riscontri presso clienti e fornitori e l’incrocio di dati presenti in diversi database.
Le coop (di cui gli inquirenti non hanno fornito i nomi) svolgevano effettivamente operazioni di autotrasporto, possedendo settanta autoveicoli e impiegando quaranta autisti. Questi camion viaggiavano in Italia ed Europa, ma tutte le dichiarazioni fiscali presentate dal 2007 al 2014 avevano importi a zero. Questo stratagemma consentiva di evitare i controlli automatici che scattano quando si richiedono crediti d’imposta.
Quindi iniziava la seconda parte della frode, ossia quella che produceva i soldi veri e che stava alla base dell’intera attività. Dopo avere presentato la normale dichiarazione annuale, gli amministratori delle coop presentavano dichiarazioni integrative, che avevano importi diversi ma che portavano sempre alla richiesta di crediti d’imposta ritenuti infondati. In tutto, gli inquirenti hanno rilevato un’evasione di 13,5 milioni di euro tra costi non riconosciuti, evasione dell’Iva e false compensazioni.
Quando i finanzieri hanno iniziato i controlli, gli amministratori delle cooperative “si sono mostrati scarsamente collaborativi“: erano spesso irreperibili, rifiutavano di consegnare la documentazione richiesta e non firmavano i verbali. Questo atteggiamento non ha impedito l’indagine, ma ha comportato ai quattro amministratori (presenti e passati) anche l’accusa di “occultamento di documentazione contabile”, un reato che da solo prevede la reclusione fino a cinque anni. Gli altri reati contesti sono quelli di emissione ed utilizzo di fatture false, dichiarazione infedele e indebite compensazioni, che prevedono fino a sei anni di carcere.

fonte trasportoeuropa

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